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CULT BOOK

LA VERSIONE DI BARNEY Mordecai Richler

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giovedì, 02 luglio 2009

dall'altra parte


Saliamo tutti nel pulmino. Alla guida c’è un certo Selio, uno che s’è operato anni fa alla testa a causa di un aneurisma. Per sua fortuna è ancora vivo ed in grado di lavorare. Io mi siedo accanto a lui per dare un segnale alla comitiva: sono il leader. Lo faccio perchè mi viene naturale ed anche perchè se non dai segnali di superiorità al branco, il branco ti sbrana. Che ho un caratteraccio, al branco, l’ho fatto capire già al primo giorno di lavoro quando uno di loro, approfittando di una mia momentanea assenza, s’è seduto sulla sedia che stavo occupando. Al mio ritorno l’ho fatto alzare. Il tipo è il doppio di me, ma s’è scusato. A volte basta la parola.
Torniamo ad oggi. Siamo pronti a partire. Ne siamo in otto. Oltre a me e Selio ci sono: Franco, Paolo, Mirco M. e Mirco P., Federico e Sauro.
Franco è malato di depressione, fuma 40 sigarette al giorno, pesa 97 kg, non si lava, spesso si caga addosso, gioca al lotto, telefona tutte le notti alle maghe di teleA che suggeriscono un ambo ed un terno buoni. In casa sua hanno riverniciato il soffitto della sua camera perchè era diventato grigio-nero a causa del fumo. Ovviamente lui fuma sul letto senza aprire la finestra. Ogni sera si fa una sega pensando alle due segretarie della cooperativa o a qualche ragazza che conosce di vista. Non scopa da tre anni, dice lui, e si lamenta che non ha amici. Prende la pensione. Da quel che ho capito è andato in depressione durante il servizio militare e non s’è più ripreso. Per la cronaca portava i lancia-missili. Infine, Franco, ha altre caratteristiche: viene al lavoro col pigiama sotto la camicia e sotto la divisa della cooperativa. Il pigiama e la camicia e lui hanno un olezzo orrendo. Ed è un' enciclopedia delle barzellette: ne conmosce milioni.
Poi c’è Paolo: lui è sposato con una donna albanese e vota lega nord. Se mangia la piadina al prosciutto si eccita sessualmente. Pensa che le ronde siano giuste. E’ un buon lavoratore. Solitamente impiega 15 minuti per pulirsi le lenti degli occhiali. Non so ancora che cazzo abbia combinato, ma se sta qui qualcosa deve aver fatto.
Mirco M. è un tipo strano; raccoglie sassolini che si infila nel taschino ed ogni tanto si incanta a fissarli. Non parla mai, al massimo ti dice “ciao” ma solo dopo che tu lo hai salutato per tre volte consecutive. Compra Tv-Sette e se lo tiene sotto la canottiera. Purtoppo è diventato così silenzioso, docile, strano, a causa della famiglia che ha sempre dato tutta la considerazione a suo fratello, trattando lui, Mirco, sempre di merda.
L’altro Mirco è un altro timidone che non parla, non ride, non si scompone. Di lui non so altro.
Poi c’è Federico ch’è il tipo che ho fatto alzare dalla sedia. Lui ha sofferto di convulzioni in passato, è una testa calda, lo chiamano in tanti dispregiativi. Io gli ho affibbiato il soprannome di tuttologo. E’ un rompicoglioni che crede di sapere tutto. Se gli parli della rete fognaria di Kyoto, lui fa partire un monologo inventandosi l’inimmaginabile.
Sauro è un personaggio.  Frequenta puttane di ogni risma. Va in giro per negozi ad infastidire le commesse: entra nel negozio, chiede alla tipa, insistentemente, per ore, restando fisso in piedi, se gliela da. Ogni tanto si tocca il cazzo ma non lo tira fuori. Va in giro con le cuffie sulle orecchie sentendo i Led Zeppelin a palla e rischiando sempre di esser investito dalle auto. Anche lui ogni tanto si caga addosso.

continua...

pezzo  musicale consigliato come sottofondo a questo post: Dinah di D.reinhardt e S. Grappelli

peppe

lunedì, 29 giugno 2009

ESTRATTI DI LEGNO DI SANDALO E OLIO ESSENZIALE DI GELSOMINO

Entro in doccia e m’insapono col primo bagno-crema che trovo. Mentre mi cospargo di schiuma il mio petto peloso mi viene un dubbio. Afferro il bagno-crema e leggo: “estratti di legno di sandalo e olio essenziale di gelsomini”.
Ecchecazzo! Affanculo!
Esco dalla doccia e afferro il sapone a mattone che, fortunatamente, a casa mia ancora circola, e m’insapono di quello.
Poi apro l’acqua. La vita mi è ostile.


peppe
domenica, 28 giugno 2009

questa pazza mia vita che mi sta cambiando la vita

In questo momento della mia vita sto lavorando molto. E faccio cose che adoro fare. Senza tediarvi spiegandovi i miei orari ed altro voglio però raccontarvi di cosa mi sto occupando.
1) Sto girando un cortometraggio per l’Anffas di Civitanova Marche. Ovvero lavoro con ragazzi handicappati che dirigo e faccio recitare in un corto in bianco e nero e muto. E sta venendo una gran cosa. Quando fra qualche mese sarà terminato lo metteremo in rete. Di questo film ho scritto il soggetto e la sceneggiatura. Ho scelto le musiche ed il cast e ne sono il regista. Riguardo a quest’ultimo aspetto chiarisco che non ho fatto nessuna scuola e che non ho mai preso una telecamera in mano. Con me lavora un ragazzo di nome Andrea che possiede una telecamera da 4mila euro piuttosto buona e soprattutto ha un programma di montaggio con i coglioni. Perciò lui si occupa delle riprese e del montaggio. Mi aiuta quando io nello storyboard, causa mancanza di tecnica, dimentico delle inquadrature essenziali per far rendere bene certe scene. Diciamo che ci completiamo, ma avendo avuto io la responsabilità finale delle decisioni sulle inquadrature, ci dividiamo i ruoli in assistente alla regia (Andrea) e regista (io). Di questo lavoro oltre ad essere molto soddisfatto sono anche fiero di me perchè sto notando che, pur solo col “talento” e le intuizioni, riesco ad avere una visione fotografica-poetica delle immagini; insomma mi sono stupito di come “vedo” il film. 
2) Un altro lavoro riguarda un altro cortometraggio da realizzare. E’ un progetto che ho presentato alla provincia tramite un bando ed è stato accettato. In pratica farò una pubblicità progresso su una cooperativa che si occupa della raccolta differenziata ed inserisce in essa lavoratori con varie problematiche: ex alcolisti, ex tossici, depressi, ex galeotti e chi più ne ha più ne metta.
3) Sono anche un addetto alle pulizie (presso l’Anffas)
4) Infine, ma qui non prendo un euro, sono allenatore di una squadra nata ora di calcio a 5. La Real Maranello.




peppe
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parlando di: peppe, lavorare stanca
lunedì, 22 giugno 2009

metti una sera d'estate a civitanova...

_ Civitanova Marche
  • Le feste di Bambozzi non sono divertenti.
  • E lui non sa mettere i dischi.

ps: per L. = chi è che non ha il coraggio?

peppe
sabato, 13 giugno 2009

L’INCONTRO

Appuntamento ore 17.30. Ma lui non c’è. Una signora che lo conosce lo contatta telefonicamente e lo prega di arrivare. Lui era in giro, come se niente fosse. Venti minuti dopo arriva. Il cielo è grigio e piove. Lui indossa i sandali ed una camicia sbottonata. Ci saluta e ci fa entrare. Siamo in una specie di scantinato sul cui pavimento è stato messo un palco in legno. E’ un teatro casalingo. Al centro del palco tanto disordine ed una gomma di un’automobile. Lui si scusa ed inizia a sgombrare la scena. Intanto chiacchiera di cultura. Quando è quasi pronto si mette il microfono direzionale e lo prova. Tutto ok. Prima di iniziare va in bagno. Si dimentica il microfono accesso. Noi, basiti, lo sentiamo pisciare. Poi torna come se niente fosse e attacca. Ci tiene un’ora a stupirci della meraviglia della sua arte. Alla fine dell’esibizione restiamo un pò a parlare con lui ed a conoscerci.
Ecco dove sono gli artisti veri: su uno scantinato a continuare a ribellarsi. E poi in strada, in movimento.
Lui si chiama Vincenzo Di Bonaventura ed è un attore con la A maiuscola.
Siamo già d’accordo io e lui. La prossima volta che vado ad ascoltarlo, porto su del vino. E come dice lui, faremo abbracciare i nostri cuori.

peppe


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parlando di: sensazioni, reflex, peppe, stati di aggregazione
mercoledì, 10 giugno 2009

AMARCORD

C’era la schedina. Quella che vincevi col 13 e col 12. Ci giocavo ogni tanto. Facevo 8, 9, alcune volte 10. Mi fregava sempre la serie C.
C’era Tutto il calcio minuto per minuto col mitico Sandro Ciotti e gli altri. I campi in collegamento capitava fossero Pisa, Avellino o Como. C’erano giocatori come Lombardo, Katanec, Colombo, Cerezo, Alemao, Minotti, Stromberg eccetera eccetera. Poi c’era 90' minuto per i goal. E andavano forte le figurine Panini, il Milan di Sacchi, Maradona....

peppe

lunedì, 08 giugno 2009

LA FICA

Rasata o no?

peppe

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parlando di: peppe, questions, facciamo un gioco
sabato, 06 giugno 2009

BLOWING IN THE WIND

Quante strade deve percorrere un uomo
prima di poterlo chiamare uomo
e quanti mari deve navigare una bianca colomba
prima di dormire sulla sabbia
e quante volte debbono volare le palle di cannone
prima di essere proibite per sempre
la risposta amico soffia nel vento
la risposta soffia nel vento

e quantti anni può una montagna esistere
prima di essere spazzata verso il mare
e quanti anni possono gli uomini esistere
prima di essere lasciati liberi
e quante volte può un uomo volgere il capo
e fare finta di non vedere
la risposta amico soffia nel vento
la risposta soffia nel vento

e quante volte deve un uomo guardare in alto
prima di poter vedere il cielo
e quanti orecchi deve un uomo avere
prima di poter sentire gli altri che piangono
e quanti morti ci vorranno prima che lui sappia
che troppi sono morti
la risposta amico soffia nel vento
la risposta soffia nel vento

Bob Dylan, maggio 1963

peppe

 
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parlando di: musica, poesie, ipse dixit, peppe
giovedì, 04 giugno 2009

PORNO CRONACHE

Alberto: “Una volta, Peppe, ero fidanzato con una che si faceva scopare tutti i giorni”
Peppe: “Gran donna, immagino”
Alberto: “Eh si, non le fabbricano più così”
Peppe: “E dimmi, com’era?”
Alberto: “A letto?”
Peppe: “No, no, fisicamente”
Alberto: “Scopavamo tutti i giorni a casa sua... la madre c’ha sorpreso un sacco di volte... lei era bionda, occhi verdi, messa bene..”
Peppe: “Ma chi, la madre?”
Alberto: “No, l’ex mia. Aoh, però la madre era una bella donna. Ti dirò, me la sarei scopata a sangue”
Peppe:”Beh, farsi madre e figlia non è male come cosa”
Alberto:”Una volta io aspettavo la mia ex che si stava cambiando e ti esce la madre dal bagno. Aveva appeno finito di farsi la doccia. Indossava un accapatoio di quelli corti, quelli che arrivano poco più su delle ginocchia. Mi si mette seduta davanti e parliamo del più e del meno. Ad un certo punto gli suona il telefono. Era il compagno. Uno con cui scopava tutti i giorni”
Peppe:”Era divorziata”
Alberto:”Si,si. Tra l’altro pure io l’ho beccata più volte in casa a scoparsi il tipo. Comunque, ti dicevo della telefonata. Lei risponde e parla con lui davanti a me. Mentre chiacchierava, ogni tanto, allargava un pò le gambe. Ovviamente io stavo lì a cercare di intravedere la fica”
Peppe:”Mi pare ovvio”
Alberto:”Ad un certo punto le ha allargate per bene e le ho visto tutta la fica. Non capivo se faceva apposta o no. C’avevo voglio di saltarle addosso...”
Peppe:”Certamente”
Alberto:”E alla mia ex le dicevo spesso che avevo voglia di farmi la madre. E s’incazzava”
Peppe:”Mi pare ovvio”.

peppe
partorito da: HaiDaAccendere alle 23:18 | link | commenti (2)
parlando di: peppe, erotico stomp
mercoledì, 03 giugno 2009

A PRESTO

Mi devo curare.
Tornerò presto.
Godetevi l'estate, magari leggendo
Diciassette minuti

chica

 


partorito da: HaiDaAccendere alle 15:24 | link | commenti (8)
parlando di: assenze, zone depresse, chica, can you hear me